Gli Uccelli da Aristofane

Gli Uccelli da Aristofane

siamo volati a Firenze il 25 ed il 26 Marzo 2014 all'Auditorium Flog. Dopo le date del 2013 al Teatro dei Rozzi di Siena ed al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, gli Uccelli da Aristofane si sono posati su Firenze .

L’allestimento curato da Lorella Serni e Duccio Barlucchi vuol restituire oggi la freschezza della commedia di Aristofane, il suo linguaggio irriverente e diretto, l’humor visionario e caustico, il rivolgersi allo spettatore per condividere con lui uno sguardo beffardo sui miseri percorsi umani.

Maschere e colori, corpi e voci, humor e suggestioni, per una fiaba attuale da 2500 anni

 

Gli UCCELLI 
da Aristofane
 
   Regia : Lorella Serni e Duccio Barlucchi
Con : Eleonora Da Boit, Davide Arena, Lorenzo Baglioni, Andrea Donnini,
Sofia Busia, Simone Margheri, Chiara Magnelli, Duccio Nappini,
Alice Perini, Vanessa Villani
Voce recitanto "Inno alle ali" : Fulvio Ferrati


Adattamento e Maschere: Duccio Barlucchi Scene: Lapo Scotti
Costumi: Fabrizio Buricchi e Sartoria Celeste Carmignano
Direzione tecnica: Lorenzo Castagnoli
Ufficio Stampa: Natascia Maesi


Lo spettacolo è frutto d’un’elaborazione drammaturgica del testo con cui Aristofane, 2500 anni fa, satireggiava con caustica verve e visionaria invenzione drammaturgica i costumi etici e sociali del suo tempo, e l’amaro naufragare dei nobili ideali nello scontro con le esigenze della realtà e degli ineludibili istinti dell’essere umano. Partendo dall’ingenuo ed utopico obiettivo di 2 “diversi”, cioè cittadini a pieno titolo che rinunciano ai privilegi della cittadinanza ateniese, molto ambita da ogni straniero, per cercare tra gli uccelli una “città ideale”, accogliente e libera, non soggetta ai meccanismi di ambizione, corruzione, degrado morale, violenza e leggi vessatorie, “Gli uccelli” è commedia fantastica e critica, in cui l’idea di un “mondo migliore” che da sempre anima chi ritiene di subire ingiustizie è sviluppata con una comicità surreale e graffiante. Le ali, il volo, metafora del desiderio di leggerezza e spensieratezza, per una società di condivisione basata sulla libertà e la semplicità del vivere, in armonia con la Natura.
Lo sviluppo drammaturgico ci mostrerà poi come questi nobili afflati iniziali muteranno nel corso degli eventi, fino alla ricostruzione di un’altra realtà fortificata e battagliera, rivendicativa e punitiva, ricalcando infine i vizi da cui si voleva fuggire, ed aprendo l’ipotesi dell’ineluttabilità di certi meccanismi di potere al crearsi di ogni consesso sociale condiviso.
Infatti Pistetero, fondatore di Nubicuculia, la città ideale tra le nuvole, nata in nome del cambiamento, e frutto dell'utopia ribelle d’un mondo migliore perché più libero, per affermarsi e difendersi a poco a poco finirà per ricalcare gli schemi di potere e controllo di cui doveva essere alternativa.